"...in una 10 km hai tempo solo per la gara, devi stare concentrato sul ritmo e spingere. In una gara come quelle che faccio io devi stare attento ad alcune cose, non perdere la strada o il sentiero, mangiare e bere quando è il momento, guardare dove metti i piedi, ma poi ti avanza ancora tanto tempo e non puoi certo pensare al traguardo (a volte io corro gare da 20-22 ore…) è viene il momento per liberare la mente, guardarsi attorno, sentire se stessi, ripensarsi un po’."
-Marco Olmo-

venerdì 9 novembre 2012

Kipsta: gioca ovunque, con qualunque temperatura!

Freddo... arriva l'inverno e uscire di casa diventa quasi una sofferenza :-)
Personalmente il freddo mi spaventa sempre più della pioggia o del caldo torrido!
Le mie corse iniziano sempre in salita... non figurativamente ma realmente! Quindi è facile sudare e trovarsi poi "umido" ad affrontare il piano o la discesa. Quindi il freddo è un rischio concreto!
Ecco che allora diventa indispensabile un intimo termico che mi consenta di restare caldo durante la corsa in piano o discesa e contemporaneamente che sia traspirante per restare quanto più possibile asciutto!
Una ottima soluzione viene proposta da Kipsta, una maglia a manica lunga, traspirante, senza cuciture... sicuramente buona, come dice il produtttore, per il calcio o il rugby, ma a mio parere ottima per chi corre, su strada o meglio nei boschi  :-)
Uguale discorso per le usccite con la splitboard, lo snowboard da scialpinismo, dove alle volte fa davvero freddo  comunque in genere si affrontano alcune ore di salita per poi fermarsi in vetta il tempo di godere del panorama e di riassemblare la tavola per la discesa, e poi buttarsi in giù. Anche in questi casi arrivare in cima bagnati e non avere una buona protezione termica diventa una vera tortura, tale da rischiare di rovinare la bella "surfata" sulla neve... indispensabile quindi un intimo termico, traspirante e comodo!


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Forchia Amula

Ancora qualche giorno di vacanza ad Alesso, in Friuli, ed ecco realizzato un bel giro nei boschi sopra il paese.

L'obiettivo era raggiungere la Forchia (forcella/passo) Amula partendo dal paese, non disdegnando una puntatina tra i ruderi degli stavoli (baite) presenti appena sotto.

Partenza quindi subito in salita, prima nel bosco e poi lungo la strada asfaltata che sale ripida la montagna. In corrispondenza di un serbatoio antincendio si gira a sinistra, seguendo le indicazioni per la Malga Amula.
Dopo un tratto pianeggiante lascio la strada forestale per prendere il sentiero 840 che sale da Oncedis e punta dritto alla Forchia Amula. Prima di raggiungere la meta però mi concedo una scorribanda tra i vecchi stavoli abbandonati in un paesaggio che sembra magicamente appeso tra un passato di montagna vissuta ed un futuro che non prevede più la necessità di abitare questi boschi.
Non ho racconti diretti di come si vivesse negli stavoli... magari qualcuno di http://cjalcor.blogspot.it/  può raccontarci qualcosa in più?

Raggiunta la forchia si scende poi lungo la pista forestale che con alcuni tornanti torna al punto in cui partiva il sentiero in salita e da cui parte quello che scende a Oncedis. Imbocco questo, conoscendone la bellezza. Il percorso è davvero spettacolare, sia come paesaggi sia come percorsi da attraversare. Il sentiero sembra appeso tra boschi a volte radi segno di recenti incendi, poi fitti e verdi, passando sopra frane verticali sulla valle e attraversando canyon sabbiosi... divertente, davvero divertente!

17 km circa, 900 mt di dislivello positivo. Un bel trail che consiglio a chi passa da Alesso!


qui il tracciato gps