"...in una 10 km hai tempo solo per la gara, devi stare concentrato sul ritmo e spingere. In una gara come quelle che faccio io devi stare attento ad alcune cose, non perdere la strada o il sentiero, mangiare e bere quando è il momento, guardare dove metti i piedi, ma poi ti avanza ancora tanto tempo e non puoi certo pensare al traguardo (a volte io corro gare da 20-22 ore…) è viene il momento per liberare la mente, guardarsi attorno, sentire se stessi, ripensarsi un po’."
-Marco Olmo-

venerdì 30 marzo 2012

Slackline

Capita che un papà,  


anche solelcitato da video come questi









decida di regalarsi una fettuccia da tendere tra due alberi...





Ma secondo voi, alla fine, chi lo userà il nuovo gioco di papà per tutto il giorno?


















:-)



domenica 25 marzo 2012

Trento, Laghi Lamar, Covelo, Cadine, Sopramonte.

Un gran bel lungo insieme a Gian per vedere come girano le gambe in vista della TCE.
Giro in parte ben noto, inizialmente a ripercorrere il sentiero di San Vili, questa volta partendo dalla città, sulle tracce lasciate solo cinque giorni prima. Poi passaggio a Covelo e discesa a Terlago e poi Cadine. Da qui alla ricerca di un sentiero, segnato sulla Kompass, che ci portasse a sopra Sopramonte... E che in realtà non c'era :-) poco male, ci si butta nel bosco, si segue il letto di un torrentello e, piano piano, arriviamo dove avevamo progettato! Poi, finalmente, giù passando per Sardagna prima ed arrivando nuovamente in fondovalle dopo: 31km, 1426 mt+, 4h 10m, 8,02 min/km,1722 kcal spese!
Stanchi ma non distrutti... Basterà per arrivare in fondo alla TCE?
Qui la traccia del percorso ed i dati relativi!
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mercoledì 21 marzo 2012

San Vili

Di nuovo sul sentiero di San Vili, questa volta partendo da Cadine!

La prima parte appartiene al classico "giro del Sorasass" un percorso di 7 chilometri che si lascia correre per intero. Si inizia su strada forestale, poi il sentiero diventa più stretto e spettacolare per i panorami che offre sulla valle dell'Adige.
Dopo una prima discesa si devia dal percorso del Giro seguendo le frecce SAT con la nomenclatura SV (San Vili). Il percorso diventa sentiero singolo, divertente e in bella posizione soleggiata. Scende fino ad un traliccio dell'alta tensione posto su un panoramico sperone di roccia a picco sul punto in cui l'Avisio si immette nell'Adige.
Poi una salita ripida, con qualche passaggio da affrontare a "4 zampe" su roccette esposte per guadagnare il punto più alto del giro. Da qui una piacevole discesa fino alle verdi acque del lago di Lamar, incastrato tra il soprasasso e la ripida parte della Paganella.
Ancora lungo il sentiero di San Vili attraversando vastissimi prati pianeggianti fino a ragigungere l'abitato di Monte Terlago. Non riuscendo a trovare le indicazioni per Covelo mi ritrovo a scendere lungo la strada asfaltata fino a Terlago, poi all'omonimo lago e quindi ultime salitelle per tornare a Cadine.

Un bel percorso, vario e con bellissimi panorami, di 20 km circa con 800 metri di dislivello.


Qui la traccia GPS e tutti i dati relativi. (http://connect.garmin.com/activity/159885011)



A picco sulla valle dell'Adige

Il Sentiero sul Sorasass
Le indicazioni del Sentiero di San Vili

Il lago di Lamar

lunedì 19 marzo 2012

Madrano, Cimirlo, Celva, Martignano.

Complice una festa a Madrano e la compagnia di Gian, siamo partiti da qui per questa scorribanda nei boschi della Marzola!

Solita divertenen passerella sul Fersina in corrispondenza della Mochena e salita da Roncogno al Passo del Cimirlo.

Caffè al bar e di nuovo in salita fino alla piatta cima del Celva.
Discesa resa divertente e scivolosissima da 20 centimetri di foglie secche a coprire il sentiero e poi ancora in salita verso Villamontagna prima di scendere definitivamente a Martignano.

Un bel sabato pomeriggio... e un buon test per il nuovo Garmin Forerunner 610 (magari a breve ne parlo)!


Qui il percorso e tutti i millanta dati forniti dal nuovo aggeggio tecnologico!





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venerdì 16 marzo 2012

Breve...

...corsetta da pausa pranzo!

45 minuti per un percorso vario e divertente!

L'uncino che da Moià va verso Villamontagna sarebbe "tagliabile", ma percorre uno dei migliori single track non segnalati di tutto il Calisio!


Visualizzazione ingrandita della mappa

mercoledì 14 marzo 2012

Boschi del Calisio

La parte del Caliso rivolta verso la città è molto verticale, quella invece che guarda a nord-est è un continuo sali scendi con quote comprese tra i 700 e i 950 metri.  Quasi un piccolo altipiano, movimentato e percorso da numerosi sentieri e stradine forestali,  compreso tra Montevaccino, Vigo Meano, Albiano e Bosco di Civezzano.
Un ambiente reso surreale dai tanti "cadini" che ne caratterizzano il paesaggio.

Cadini è il nome con il quale viene indicato il pozzo minerario da cui veniva estratto l'argento. Delle migliaia di pozzi, presenti secoli addietro sull'intero altopiano del Monte Calisio, oggi se ne contanto circa 80 ancora aperti. La maggior parte di essi sono stati riempiti dai detriti collassati ai lati, mentre altri, quelli ritenuti più pericolosi dai contadini, sono stati intenzionalmente ricolmati.
Le antiche miniere d'argento sono dette canope ed il loro nome ha chiare analogie con il tedesco Knappe (minatore). Il periodo che coincide con il principato del Vescovo Federico Wanga (1207-1218) fu quello di maggior splendore, anche grazie all'arrivo dalla Germania di molti minatori soprannominati 'canopi', ed esperti nella preziosa tecnica. Lo sfruttamento delle miniere argentifere del Calisio, durò ininterrottamente fino al principio del 1500, allorquando ebbe inizio la loro inesorabile decadenza, culminata verso la fine del secolo con un totale abbandono. La canopa è fisicamente una galleria, una miniera a sviluppo orizzontale, scavata seguendo la giacitura delle rocce stratificate. Lo sviluppo interno delle canope è spesso estremamente complicato e labirintico. La sezione dei cunicoli è molto variabile: si possono raggiungere locali allargamenti fino a produrre voluminose stanze mentre non di rado si rinvengono passaggi cosi esigui da impedire il passaggio di un uomo moderno. Fonte: http://www.comune.fornace.tn.it/terr_piandelgac.html


Percorso leggero, non impegnativo, giusto per sgranchire le gambe ancora appesantite da un lungo fine settimana! 12 km circa e 450 mt D+


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giovedì 8 marzo 2012

Giro della Marzola

Da tempo volevo provere a fare il giro attorno alla Marzola, la montagna che incornicia Trento a est.

Altre volte avevo percorso le creste, in diverse varianti (1, 2, e questa in particolare 3,)... ma mai il giro circolare, lungo i sentieri che corrono intorno.
In Mazola esistono diversi tracciati SAT, ma anche un percorso per mountain bike denominato "giro della Marzola" e una ippovia ben segnalata.

Orientarsi però non è sempre facile, proprio per la presenza di moltissime stradine sterrate, sentieri e tracce di sentiero, sopratutto nei primi 10 chilometri sulla mappa sotto. Poi, nei pressi di Vigolo Vattaro, la strada diventa abbastanza chiara, grazie anche a una segnaletica SAT nuova e accurata... per mia fortuna visto che il buoi era ormai calato e potevo proseguire solo alla luce del frontalino :-)

Molto belli alcuni gruppi di casette che si scoprono nel bosco, in particolare in corrispondenza di Malga Susà, dove molti edifici sono ristrutturati al nuovo. Lungo il percorso ancora neve, nella parte alte e rivolta ad est.

Facendo il giro di giorno, con la luce del sole e non con quella del frontalino, è possibile evitare la strada asfaltata tra il rifugio Maranza e il passo del Cimirlo prendendo un sentiero più in basso, verso Trento... ma con il buoi ho preferito stare su una via senza bivi :-)

Ne è uscito un bel giro, quasi sempre corribile, di 21 chilometri circa e 1.000 metri di dislivello.



Qui il percorso su Giscover



Sotto la mappa di Google.


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Piccola cappella in prossimità di Malga Tomba

Neve sul versante est a circa 1100 metri s.l.m.

Le nuove segnaletiche SAT nei pressi di Vigolo Vattaro

martedì 6 marzo 2012

Road to TCE

Guardando il sito ho scoperto che i pettorali per la Traversata dei Colli Euganei sono finiti... questo vuole dire che saremo in 600 a correre lungo i 42 chilometri dei colli ed a scalarne i 2.000 metri di dislivello totale!

Per evitare una levataccia il giorno della gara abbiamo prenotato un posto letto nella saletta della parrocchia di Villa di Teolo... che ci si a da portare la chitarra :-)
A parte gli scherzi forse si dormirà male, ma comunque meglio che svegliarsi nel cuore della notte e guidare per due ore! Poi non mi dispiace l'idea di godere dello spirito pre-gara in compagnia di altri runners!

Adesso forse sarebbe meglio iniziare ad allenarsi un pochino :-)

domenica 4 marzo 2012

Rifugio Monzoni ...non ci siamo!

Oggi giornata uggiosa... Anzi piovosa!
Ma la gita era programmata da tempo. Una ventina di persone, il più piccolo un paio di anni, il più vecchio... non lo diciamo!

Il pranzo al rifugio Monzoni era prenotato da tempo e ri-confermato solo due giorni prima.
La salita da Pozza di Fassa è semplice e piacevole, anche se una pioggerellina leggera ci accompagna quasi da subito.
La neve non è più "vera neve", ma già si pensa alla discesa con i bob e le slitte. Tutti in verità sono mossi dall'aspettativa del canederlo, prenotato al caldo del rifugio.
Ma avviene l'impensabile: mentre siamo a circa metà strada incontriamo il gestore del rifugio Monzoni che, visto il tempo, ha deciso di scendere a valle e non aprire. A nulla vale far presente la nostra prenotazione e la successiva conferma.
Non va bene!
Pensiamo all'ospitalità che le tante alm e hutte in Alto Adige ci regalano ogni volta che andiamo in gita, con ogni condizione di tempo, anche senza prenotazioni!
No, non va proprio bene!
Questo il cartello che il gestore stava appendendo, in tarda mattinata e dopo il nostro passaggio, lungo il percorso.

Resta la voglia di quel canederlo... Magari da un'altra parte!
P.S.
Sono solo opinioni personali, fatti accaduti. Resta la piena disponibilità a pubblicare qualsiasi altro contributo o punto di vista.
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giovedì 1 marzo 2012

Kapteren XT

Update 1 marzo 2012
Le mie Kapteren sono arrivate a fine vita.
Alcune considerazioni sparse
pro:
 - suola larghissima e affidabile, offre un buon appoggio su sterrato e su asfalto
 - costo contenuto... sopratutto in saldo!
 - buona allacciatura, avvolge bene
  - soletta ben conformata e generalmente ben ammortizzate per lunghe distanze

contro:
 - eccessiva sensazione di "plastica" ai piedi
 - consumo rapido della suola
 - peso discreto
 - la struttura ha ceduto sull'esterno un pò presto!
 - alcuni tasselli esterni hanno iniziato a "scollarsi"





P.S.
Le opinioni espresse sono assolutamente personali, non professionali, non si riferiscono al prodotto in maniera oggettiva ma solo in base alla mia soggettiva percezione e alla mia personale modalità di utilizzo.


Messaggio originale

Prosegue l'uso delle Kapteren XT, le scarpe da trail running della Kalenji, vendute da Decathlon, usate fino ad oggi per un centinaio di chilometri circa.
Il primo impatto è stato positivo. La scarpa avvolge molto bene, la conchiglia posteriore la tiene ben salda senza necessità di stringere troppo i lacci. La suola non è aggressiva, ma si adatta a qualsiasi terreno, garantendo un buon grip generale, perdendo probabilmente qualcosa nelle situazioni fangose, ma adattandosi molto bene ai tratti asfaltati.
Il peso è nella media, tre etti abbondandanti l'una, utili a fornire una buona protezione e una suola generosa sul tallone. Tanti però se confrontati ad altre scarpette più competitive (leggi Salomon S-LAB).
Fino ad oggi non ho nemmeno dovuto integrare l'ammortizzamento con solette in gel, anche su percorrenze medio/lunghe (20 km ca.) le Kapteren non hanno dato alcun fastidio, tenendo bene sia in salita che sulle discese veloci.
C'è già chi le ha usate per gare impegnativa... Vediamo come comporteranno nei prossimi km!

Qui un update sul consumo.