"...in una 10 km hai tempo solo per la gara, devi stare concentrato sul ritmo e spingere. In una gara come quelle che faccio io devi stare attento ad alcune cose, non perdere la strada o il sentiero, mangiare e bere quando è il momento, guardare dove metti i piedi, ma poi ti avanza ancora tanto tempo e non puoi certo pensare al traguardo (a volte io corro gare da 20-22 ore…) è viene il momento per liberare la mente, guardarsi attorno, sentire se stessi, ripensarsi un po’."
-Marco Olmo-

mercoledì 27 aprile 2011

Martignano - Bosco - Pila

Si ricomincia a correre, e si ricomincia con un lungo!

Partenza da Martignano, sentiero di Predamala, Forte Casara e Pra Grant fino superare la calcara di Mont Gallina. Da qui giù verso Bosco e poi su di nuovo fino al rifugio Campel. Giro delle cave di Pila e rientro a Martignano. Venti chilometri e 800 metri di dislivello per un giro molto vario, con continui saliscendi che obbligano ad adeguare sempre il passo. Molto corribile nel suo insieme. Bello, sempre nel bosco!


Qui la traccia GPS!




Tra Bosco e Campagnaga in corrispondenza di lavori forestale (anzi direi "deforestali" visti i risultati) ho trovato un terrificante bufalo meccanico a sbarrarmi il sentiero... inquietante, davvero!







questi gli effetti del passaggio del mostro!

martedì 19 aprile 2011

Voglia di volare?

Qualcuno sa spiegarmi questa foto?
Scattata in Marmolada, punta Rocca, a 3250 mt. Nessuna elaborazione, nessun effetto, nessun ritaglio... ve la presento come la ho trovata sulla scheda di memoria della macchina fotografica :-)


lunedì 18 aprile 2011

Punta Rocca

Scialpinismo primaverile sul ghiacciaio della Marmolada.

Partiti di buon mattino con Ale arriviamo al passo Fedaia alle 7.45, scoprendo che l'impianto che porta in quota apre solo alle 09.00! Poco male, caffè e biscottone di frolla e cioccolato pregustando la salita.

L'impianto che porta al Pian dei Fiacconi è una vecchia bidonvia, lenta e scomoda ma efficientissima!

Quindi si mettono le pelli a quota 2600, ed è quasi subito ghiacciaio. Causa rottura attacchi non ho i rampant ed Ale, per solidarietà, li ha lasciati direttamente a casa. Naturalmente i rampant risultano essere utili se non indispensabili... solo un paio di centimetri di neve fresca coprono un duro strato di ghiaccio. Quindi mezze tavole in spalla e salita lungo la masisma pendenza seguendo la traccia sicura ben evidente. Salita comunque agevole, e più veloce di molti sciatori che ravanano spesso nonostante i rampant montati.

La vista dai 3250 mt. di  Punta Rocca è spettacolare nonostante tutto attorno, ben sotto a noi, sia coperto da nubi e foschie. Su tutta la Marmolada splende il sole, quindi giù a disegnare curve su una neve che mollando diventa anche divertente!

Bella giornata, bella gita, magnifici posti.






mercoledì 13 aprile 2011

Spark R&D

Sci alpinismo,
anzi: Splitboarding!
Ossia lo sci alpinismo fatto con la tavola da snowboard!

Oltre alla tavola (della quale magari parlerò più avanti) da sempre utilizzo gli attacchi della Spark. Ottimi perchè pensati per la splitboard, leggeri e fatti bene.

Durante l'ultima uscita sul Mulaz, purtroppo, mi è successo di romperne uno. Non ho capito se per una manovra un pò brusca sul ghiaccio o se a causa di un frettoloso e maldestro posizionamento del rampant. Fatto sta che l'attacco ha ceduto, su un punto difficilemnte riparabile!

Fortunatamente la discesa non ne ha risentito, ma serve correre ai ripari!
Dopo un primo tentativo di trovare un buon fabbro, ho scritto alla Spark. Gentilissimi, disponibili e sopratutto con una soluzione che non mi sarei aspettato: mi hanno offerto i loro nuovissimi attacchi Blaze ad un prezzo davvero irrinunciabile, unico impegno inviargli il pezzo rotto.

La customer care anglosassone continua a stupirmi!

Adesso aspetto i nuovi Blaze (che sono già in viaggio), sperando che al loro arrivo ci sia ancora uno scampolo di neve su cui provarli :-)

venerdì 8 aprile 2011

Mulaz

Bellissima, entusiasmante e completa scialpinistica primaverile!

Partenza presto, molto presto, d'altra parte siamo in aprile e la neve ai primi raggi di sole diventa davvero "papposa" (chi ha figli piccoli ben sa a quale consistenza mi riferisco quando dico "papposa").

Alle 6:15, quota 1600 metri circa, con Alfonso iniziamo a risalire la val Veneggia. Nonostante la strada sia coperta da neve già dal parcheggio preferiamo portere gli sci (e la split) in spalla. La valle procede quasi pianeggiante ed il fondo tiene bene, quindi si procede rapiti prima alla Malga Veneggia poi alla Venegiotta. Da qui, sci ai piedi, si inizia a salire su un fondo da "rigelo" a tratti impegnativo, tanto da richiedere i rampant su alcuni traversi. Salendo incrociamo alcune persone che puntano a risalire due canalini innevati che ci hanno fatto gola... la prossima volta!

In vista della cima veniamo investiti dalla potenza del sole primaverile. Come passare in pochi secondi dalla notte al giorno, togliamo maglie e siamo in maniche corte e occhiali scuri a oltre 2600 metri di quota.
Più di noi è la neve a soffrire l'insolazione. Si trasforma, la crosta da rigelo diventa una pesante melassa cedevole. Prima si faticava sui traversi perchè le lamine scartavano di lato, ora perchè la neve non tiene e viene spinta a valle dal nostro peso! Lasciamo quindi nello zaino la picozza e i ramponi che sarebbero serviti su questi ultimi 200/300 metri di dislivello.

La cima è magnifica. 2904 metri sul livello del mare. Una visuale a 360° incredibile al cospetto delle Pale di S.Martino.

La discesa è divertente da affrontarsi con la tavola, un pò meno con gli sci. Riusciamo comunque a disegnare alcune curve che meritano di essere guardate dal basso!

Gita bella, bellissima! In primavero lo scialpinismo assume un aspetto diverso rispetto all'inverno. Cambia l'ambiente, la neve e in qualche modo anche l'approccio. Resta l'emozione dell'ambiente che ti circonda, ti avvolge per poi farti tornare a valle a godere di una meritata birra.



 Alfonso a Malga Veneggia

In vista della cima dopo la prima salita

 Sasso Quattro Dita

 Inversioni sulla "pappa"

 Verso la cima

 In vetta

 Mulaz

 Ripida discesa derso la destra del vallone 

Disegnando curve





uè, non si corre tanto, ma tra un pò si ricomincia... che due obiettivi in tasca li ho!