"...in una 10 km hai tempo solo per la gara, devi stare concentrato sul ritmo e spingere. In una gara come quelle che faccio io devi stare attento ad alcune cose, non perdere la strada o il sentiero, mangiare e bere quando è il momento, guardare dove metti i piedi, ma poi ti avanza ancora tanto tempo e non puoi certo pensare al traguardo (a volte io corro gare da 20-22 ore…) è viene il momento per liberare la mente, guardarsi attorno, sentire se stessi, ripensarsi un po’."
-Marco Olmo-

mercoledì 24 giugno 2009

Notturna

Giusto per provare il "bello" della corsa di notte... e per tastare ancora un pò la lenta ripresa del mio ginocchio sinistro!

Dieci di sera, Martingnano, il buon Amedeo a fianco. Via lungo le stradine che partono dal parco in direzione Moià, Tavernaro ed infine Villamontagna. Ritorno passando da Pez... idea non troppo buona, complici le nuvole ancora presenti in cielo, la assenza di luna ed il non aver pensato ad un frontalino ci siamo trovati nei brevi tratti di bosco completamente al buio!
Calati nuovamente su Zell abbiamo raggiunto Martignano cercando di tirare un pò il passo, e nuovamente mi sono reso conto che quando si aumenta la velocità faccio proprio fatica!

Esperienza da riprovare e grazie ad Amedeo per la compagnia!!


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martedì 23 giugno 2009

Back Home!

Tornati finalmente in quel di Martignano ne approfitto subito per tornare in Calisio e provare la tenuta del ginocchio.

Parto senza programmi, vedremo fino a dove si arriva.... quindi non sui sentieri che salgono diretti ma cerco stradine più lunghe ma anche più morbide di pendenza e che si lascino correre.

Bellissima salita, quasi tutta corribile, che accompagna fino in cima al Calisio passando attraverso boschi molto aperti e con scorci magnifici su Trento e sulla Marzola.
Per scendere prendo il sentiero della val Mistai a pochi metri dalla cima (mancavano 75mt+ ma si era fatto davvero tardi!) lasciando questo traguardo alla prossima volta. Quindi Val Mistai, sentiero della Carbonaia e poi giù in picchiata fino a maderno.
Ed in discesa purtroppo il ginocchio si fa sentire e mi obbliga a camminare in molti tratti.

La sera non soffro... sarà un buon segnale?


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venerdì 12 giugno 2009

I 2 dossi... che volevano essere 3!

Nonostante un dolorino al ginocchio sinistro, residuo dal lungo giro di domenica 7, si parte per un giro in agenda da tempo: concatenare Doss Trento, Dosso di Sant'Agata e Dosso di San Rocco in un unico anello.
Partenza da via Canestrini e subito salita per conquistare il Doss Trento e scaldare le gambe... ginocchio compreso che inizia a far sentire la sua non completa disponibilità. Poi città, non proprio bello, passando dal Castello del Buonconsiglio e fino a Viale Trieste dove si inizia a salire verso Mesiano e poi Povo. Tutto asfalto ma almeno su stradine secondarie o chiuse al traffico. Cammino in alcuni tratti di salita violenta e mi tolgo lo sfizio di superare due ciclisti che pedalano in evidente affanno. Si attacca il dosso di Sant'Agata, prima scalette piacevoli e poi un traverso nel boschetto in salita. Nuova cima e giù di nuovo a Povo, è passata più di un'ora dalla partenza e il ginocchio inizia a farsi sentire, tanto che l'incedere diventa pesante e un pò sconnesso. Corro fino a Villazzano ma ad ogni passo mi rendo conto che procedere sta diventando davvero difficile, così arrivato in piazza capisco che l'anello resterà per oggi tra i desideranda e mi acocntento di quanto fatto. Zoppico, raggiungo la fermata e salgo sul primo autobus che passa... direzione casa!
La sera a passeggio in città fatico perfino a mantenermi in piedi!

In conclusione l'anello dei tre dossi è fattibile, piacevole anche se in gran parte su asfalto, da ritentare!


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domenica 7 giugno 2009

Ravina - Sardagna e rientro... con allungo!

Oggi (dopo un Leo-pacco) giro un pò lunghetto, replicando qualcosa di già fatto recentemente, si va in direzione Sardagna.
Dopo i primi necessari 3 chilometri di piano (lungo fiume su sterrato, non su ciclabile asfaltata!) per arrivare a Belvedere di Ravina si inizia a salire, alle volte anche faticosamente, fino a portarsi a quota 600 mt, da dove è piacevole ricominciare a correre lungo un sentiero con facili saliscendi. Arrivato a Sardagna ho provato a scendere, nonostante sapessi che il sentiero che arriva diretto a Piedicastello poteva essere chiuso... era chiuso, ma davvero chiuso, proprio chiuso, sbarrato, inaccessibile!!! Quindi con pazienza, si risale di un centinaio di metri e giù per lo stradone riuscendo ad evitare le gallerie tramite una stradella secondaria... maledetto asfalto. Stanco, ma con la voglia di arrivare davvero stanco mi sono tolto lo sfizio di concludere in salita passando dalla cima del Doss Trento per arrivare infine al punto di partenza.
Bello, faticosotto, ma è piacevole pensare di poter tirare queste distanze e questi dislivelli mantenendo un buon passo.



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giovedì 4 giugno 2009

Gorghe di Meano - Civezzano

Meraviglioso e lungo (17 km) percorso mai troppo impegnativo (400mt+ - 600mt-) su sentieri larghi e piacevoli. Splendido anche il bosco circostante, generalmente con alberi di alto fusto che lasciano godere la vista del sottobosco.

Partito dalle Gorghe non avevo ancora idea di dove sarei andato di preciso, se non che la meta sarebbe stata Civezzano. Quindi direzione Montevaccino attraverso un sentiero prima in leggera salita poi pianeggiante ed in discesa. Arrivato a Montevaccino (visto che la gamba teneva!) ho preso il meraviglioso sentiero che arriva a S.Colomba, passando, attraverso alcuni sali/scendi. Si attraversa il biotopo delle Grave e si sbuca al parco giochi del lago. Percorso semplice e davvero piacevole, molto frequentato da famiglie e passeggiatori vari. Unico inconveniente: durante una sosta nel biotopo per incerottare un principio di buffa e ho subito l'assalto all'arma bianca da parte di un nugulo di zanzare assetate di sangue :-)
Da S.Colomba si torna verso il biotopo e da questo in discesa prima verso Bosco e poi, attraverso sentieri e quasi mai su asfalto, fino a Civezzano.
La segnaletica è nuova, ben visibile e sempre presente.
Volendo dalle Gorghe un sentiero arriva diretto a S.Colomba, accorciando notevolmente il percorso rispetto all'inutile uncino che si crea passando da Montevaccino.

Nota personale... le mie ginocchia non hanno retto la distanza e al 13 chilometro hanno iniziato a protestare con un fastidioso dolore che dopo due giorni sto ancora smaltendo!!!

Seconda nota personale... la distanza mi ha dato belle sensazioni!


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